Ministero per i Beni e le Attivitą Culturali Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Eminila-Romagna

JORRIT TORNQUIST E LA LUCE ETERNA DEL COLORE

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Mostra prorogata fino al 23 marzo 2014

Inaugurazione
sabato 26 ottobre, ore 19
Museo Nazionale di Ravenna
via San Vitale

dal 26 ottobre 2013
al 9 marzo 2014 (prorogata fino al 23 marzo 2014)
Museo Nazionale di Ravenna
via San Vitale

Giorni e orari
dal martedì alla domenica 8.30 - 19.30
chiusura biglietteria 19.00
lunedì chiuso

Ingresso
La mostra è in promozione abbinata all'ingresso ai monumenti e musei della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Ravenna (Museo Nazionale di Ravenna, Mausoleo di Teodorico, Basilica di Sant'Apollinare in Classe).

Catalogo
Il Cigno GG Edizioni
Il Museo Nazionale di Ravenna ospita dal 26 ottobre 2013 al 9 marzo 2014 la mostra dal titolo "Jorrit Tornquist e la luce eterna del colore".

La Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini, Antonella Ranaldi, invita all'inaugurazione dell'evento il 26 ottobre alle ore 19.
In mostra al Museo Nazionale di Ravenna dal 27 ottobre 2013 al 9 marzo 2014, Jorrit Tornquist e la luce eterna del colore presenta una nutrita e completa rassegna dell'artista, dalle sue opere degli anni Sessanta, quando dalla città natale di Graz in Austria venne a stabilirsi in Italia a Milano, fino a quelle più recenti. In tutto 68 opere che ripercorrono una ricerca raffinata e personale sul colore e la LUCE, esplorati nella varietà di materiali (acquarelli, oli, acrilici, stoffe), geometrie di composizioni modulari, studio selettivo sugli abbinamenti dei colori primari e complementari, poi sintesi delle sfumature rese negli apparenti monocromi.
Le evidenti parentele con ricerche affini di altri artisti incentrati come Tornquist sul colore, mostrano nei cicli di opere come Opus e Sfumature quel rapporto alchemico tra arte, scienza, emotività, stato d'animo, esplorato dall'artista anche nelle esperienze contermini negli allestimenti di spazi architettonici, come autore di libri e nell'insegnamento universitario al Politecnico di Milano.
Poi, le opere che partono dalla fine degli anni Ottanta ampliano questi orizzonti, le stoffe irridiscenti, le tele, gli stracci accomunano quelle Pieghe che senza squarciare la tela dialogano con nuove profondità e disvelano il supporto come parte dell'opera. Il protagonismo del colore e della luce è ben presente nelle opere più recenti della serie Senza titolo post 2000, nella varianza dei colori di fondo e delle pieghe, dove motivo costante creato da quelle particolarissime pieghe è una stirata mandorla allungata al centro, densa se vogliamo di carnalità e insieme di spiritualità, che restano e sono intensamente pieghe di tessuti modulate da colori.
Antonella Ranaldi

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