Ministero per i Beni e le Attivitą Culturali Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Eminila-Romagna

Erme e antichità

del Museo Nazionale di Ravenna

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Titolo: Erme e antichità del Museo Nazionale di Ravenna
 
Curatori: Antonella Ranaldi 
 
Luogo di pubblicazione: Cinisello Balsamo
  
Casa Editrice: Silvana Editoriale
   
Data di pubblicazione: 2014
 
Formato: cm 21x28
 
Pagine: 201
 
Codici identificativi: ISBN 9788836628155

A cento anni dal trasferimento del Museo Nazionale nel complesso di San Vitale, compiuto da Giuseppe Gerola nel 1913-1914, viene presentata in questo libro la nuova sala delle Erme e Antichità e con essa un capillare programma di rinnovamento del Museo. Il primo chiostro e le collezioni lapidarie di arte antica, arricchite da preziose opere scultoree di produzione romana, riacquistano la loro rilevanza all'inizio del precorso di visita in nuovi spazi ricondotti alla dignità architettonica delle sale dell'abbazia benedettina. Ripescate dal mare, estratte dalla terra, recuperate dai depositi dove erano conservate in seguito ai riordini del dopoguerra e ai riallestimenti degli ani settanta, le sculture esposte illustrano principalmente il perpetuarsi del repertorio greco-ellenistico nel mondo romano imperiale. La sala si configura come un prezioso piccolo museo di antichità con esemplari di ritrattistica romana, soggetti di genere, divinità ed erme di cui si propongono nuove identificazioni, datazioni, confronti, aprendo a futuri apporti conoscitivi.
In particolare l'approfondimento sulle cinque erme di eroi e filosofi greci ricostruisce la storia di trasferimenti di opere delle collezioni estensi da Roma a Ferrara, dove si inserisce incidentalmente Ravenna e poi il loro recupero fortuito nell'Adriatico. Ritorna protagonista l'antiquaria del Cinquecento e la figura di Pirro Ligorio, nella straordinaria collezione dei ritratti - i due Milziade, Epicuro, Carneade, Dioniso-Platone - come pensata per la "libraria" estense nel castello di Ferrara, ora invece a Ravenna nel Museo Nazionale. Un nuovo contesto, quindi, anch'esso da valorizzarsi nel luogo, negli spazi claustrali del monastero benedettino, negli oggetti custoditi, nell'intreccio di storie delle sue collezioni.
       
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