Ministero per i Beni e le Attivitą Culturali Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Eminila-Romagna

Villa Romana di Russi (RA)

Villa Romana
Via Fiumazzo
Russi (RA)
tel. (+39) 0544 581357
mail russi.villaromana@beniculturali.it
 

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Direttore

 dott.ssa Chiara Guarnieri
 

Orari

Aprile-Settembre: Lunedì - Sabato dalle 9 alle 19
Domenica dalle 13.30 alle 19
Ottobre-Marzo: Lunedì - Sabato dalle 9 ad un’ora prima del tramonto
Domenica dalle 13 ad un’ora prima del tramonto
La biglietteria chiude mezz'ora prima
Chiuso Capodanno, Primo Maggio e Natale
 

BigliettoIngresso gratuito la prima domenica di ogni mese
Intero € 2,00
Ridotto € 1,00
 
Gratuito per tutti i cittadini dell'Unione Europea (nonché residenti in Norvegia, Islanda, Liechtenstein e Svizzera) minori di 18 anni.
L'ingresso gratuito è consentito anche a giornalisti, a particolari categorie di studenti e insegnanti, e a ricercatori e docenti dell'Istituto Universitario Europeo di Firenze.
Il biglietto è ridotto del 50% per i giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni così come per gli insegnanti di ruolo nelle scuole Statali italiane.
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Informazioni           

L'Antiquarium di Russi espone i reperti rinvenuti nella Villa Romana.
Per prenotazione gruppi e per appuntamenti telefonare alllo 0544 587641
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> Materiale informativo sulla Villa Romana di Russi
> Carta dei Servizi
> Modulo dei reclami
 

 
A seguito della nuova riorganizzazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali prevista dal DM 44 del 23/01/2016 la Soprintendenza di Ravenna, a partire dall’11 luglio 2016, ha acquisito competenze anche in materia archeologica, mutando la sua denominazione in Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. A fronte di tale cambiamento anche la villa romana di Russi è passata sotto la tutela e gestione della Soprintendenza ravennate.

Si tratta di un’area archeologica che, grazie al suo buon livello di conservazione e alle numerose attività di ricerca e studio, conservazione e manutenzione programmate dall’ex Soprintendenza per l’Archeologia dell’Emilia Romagna, spesso in sinergia con l’Università di Bologna e gli Enti locali, rappresenta un importante esempio di villa urbano-rustica di età romana.
 
Attestata a partire dalla tarda età repubblicana rimase in uso fino alla fine del III o del IV secolo d.C., quando venne distrutta da un incendio. Dopo un periodo di abbandono, intorno al V secolo alcuni settori furono interessati da limitate attività costruttive che si protrassero fino al suo utilizzo come cava di materiali edilizi e luogo di sepoltura. Tra il IX e il XVI secolo il vicino fiume Lamone la ricoprì progressivamente di una spessa coltre di argilla, garantendone nei secoli successivi “un’efficace protezione”.
 
A partire dal 1938, anno della sua fortuita e casuale scoperta, nella villa di Russi si sono riportati in luce vari ambienti, da quelli termali a quelli propriamente residenziali (1951-1954), da quelli produttivi (1956) a quelli esterni dell’orto e del frutteto, fino al 1996 quando si sono indagati i tre pozzi individuati all’interno della struttura. A questa intensa attività di scavo si è così affiancata un’attenta attività di restauro e consolidamento che ha determinato il riposizionamento dei mosaici in situ e il rifacimento di parte degli alzati.
 
La villa romana di Russi, nata essenzialmente con fini agricoli, nel corso del I secolo a.C. e della prima età imperiale, in concomitanza con lo stanziamento della classis praetoria a Ravenna, divenne anche una delle residenze di quella nobilitas costituita da senatori e patrizi che vedeva nella regione il serbatoio economico e, in parte, politico dello stato romano.
 
L’impianto della villa, nella sua fase di massima espansione, doveva avere un’estensione più ampia rispetto a quella attualmente visibile. La pars rustica adibita alle attività produttive e allo stoccaggio dei prodotti occupava un’area estesa posta a nord-est del peristilio centrale in continuità con la parte residenziale. Quest’ultima si doveva presentare, soprattutto nelle sue fasi più importanti, in parte decorata con mosaici pavimentali, ripetitivi e omogenei, a motivi geometrici prevalentemente in bianco e nero. Alle pareti affreschi a imitazione di lastre marmoree si alternavano a decorazioni più complesse con tralci vegetali, fiori e volatili. Un muro di recinzione, ornato di lesene e realizzato nel corso della prima metà del II secolo d.C., racchiudeva al suo interno, oltre agli impianti residenziale e rustico, un’ampia area adibita a frutteto, scenario per quanti passeggiando nell’ambulacro si dirigevano verso le terme, luogo di igiene e al contempo ambiente dedicato allo svago e al divertimento, che ci attesta ancora una volta la presenza in Cisalpina della classe agiata e dirigente dell’epoca.